Ivano Cincinnato al Think Tank Remind “Politiche Industriali in Armonia con il Creato”

Al Think Tank Remind “Politiche Industriali per lo Sviluppo e la Messa in Sicurezza dei Territori e delle Città per il Benessere delle Persone in Armonia con il Creato”, è intervenuto Ivano Cincinnato (Psicologo & Psicoterapeuta, Consigliere del Comitato Tecnico-Scientifico di Remind e  Consigliere  dell’Osservatorio per la Cura della Casa Comune) che ha affermato:

“Buongiorno a tutti, ringrazio innanzitutto Paolo Crisafi per aver voluto anche oggi il mio contributo in questa occasione speciale.

In poche battute, da professionista nel mondo della psicologia, quello che posso dirvi è che ci troviamo in un periodo storico, com’è ben noto, molto particolare oltre la crisi legata alla pandemia. Molto particolare perchè per la prima volta nella storia, se ci pensiamo bene, le due macro cellule deputate alla costituzione, alla costruzione dei valori, dei principi all’interno degli essere umani, costituenti a loro volta una società, ovvero la famiglia da un lato e la scuola dall’altro, si trovano come mai prima nella storia, appunto, a dialogare tra di loro in maniera molto profonda e, a mio avviso, anche pericolosa.

Il lavoro che si fa tutti insieme, per questo ringrazio sempre Paolo per i suoi contributi preziosi, è quello di cercare di remare, di muoverci in maniera allineata in un’unica direzione. Ecco a volte purtroppo questi tentativi risultano fallimentari, basti pensare che grazie alla tecnologia oggi queste due macro cellule, famiglia e scuola, si trovano a dialogare con una frequenza altissima, talmente alta che diventa a sua volta un generatore di rischi, come quello ad esempio di sovrapporre dei ruoli che in realtà dovrebbero rimanere ben distinti e separati.

Se ci pensate bene, grazie ad alcune applicazioni oggi gli insegnanti si trovano costantemente a delegare la loro delega, ricevuta dalla famiglia a loro volta, ai genitori, quindi a restituire in realtà ciò che gli era stato dato come impegno, ovvero quello di provvedere ad educare, in maniera costante, puntuale, da un punto di vista non solo formativo, ma anche psicologico se vogliamo, soprattutto sociale, tutti quei ragazzi che da piccoli, fino a diventare adulti poi, dovranno confrontarsi non solo con i loro pari, ma anche con gli adulti.

Per cui il ruolo del docente, del professore, è molto più delicato del semplice formatore che deve trasmettere delle informazioni. Dovendo restituire la delega ai genitori, capite bene che questo genera una sorta di conflitto ma paradossale, perchè i genitori a loro volta, non essendo educati a fare gli insegnanti, si trovano a doversi confrontare costantemente con grande ansia anche con professionisti del settore come me, chiedendomi le istruzioni per l’uso letteralmente: non so come fare questa cosa visto che i professori mi hanno avvisato attraverso questa app che mio figlio, ad esempio, non sta studiando in un modo corretto.

Quindi questo tipo di comunicazione anzichè agevolare lo sviluppo di dinamiche sempre più utili ai ragazzi, ha creato ancora più confusione, per cui credo che a mio avviso oggi, dopo 30 anni di riforme della scuola, e dopo anni e anni, secoli direi, dalla notte dei tempi in cui la famiglia ha subito profonde trasformazioni, e se vogliamo oggi più che mai, ecco questi due elementi dovrebbero trovare un dialogo, una modalità comunicativa più convincente, soprattutto in termini di funzioni di ruoli, perchè si sa bene, se i ruoli all’interno di una istituzione, all’interno anche di un semplice gruppo, non sono ben definiti le funzioni ad esse correlate chiaramente non possono essere svolte nel migliore dei modi. La comunicazione diventa un motivo, o diventa addirittura, uno strumento chiave per poter far sì che queste funzioni possano essere svolte in maniera più appropriata.

Ecco io lo faccio costantemente, questo è il mio piccolo contributo se vogliamo da vent’anni, nel cercare di aiutare le famiglie a dialogare di più e soprattutto, come dicevamo prima, ad aiutare anche le istituzioni, come la scuola, a dialogare ancora meglio con i genitori, perchè costantemente la domanda di aiuto nei miei confronti da parte dei più giovani, gli adolescenti, di ragazzi che vanno soprattutto dai 12 ai 17/18 anni, sta aumentando in maniera preoccupante e mi trovo a dover coinvolgere costantemente le famiglie di questi adolescenti, perchè chiaramente mi arrivano informazioni completamente opposte, sia dal ragazzo sia da uno o da entrambi i genitori,  sia dalla scuola che avvisa me o avvisa i genitori, del fatto che ci siano delle carenze.

Ecco questa confusione non sta facendo altro che creare sempre più dubbi nei ragazzi, ma soprattutto quello che riscontro costantemente, è sempre più difficoltà nell’essere capaci di gestire le componenti emotive che si generano nel momento in cui si interagisce col mondo esterno. A questo il Covid chiaramente come abbiamo detto già mille altre volte non ha fatto altro che dare un contributo in negativo, quindi ad amplificare, se vogliamo, le difficoltà di gestione delle emozioni, l’angoscia è quella principale, insieme all’ansia e alle paure da contatto sociale, addirittura, a volte, vere e proprie fobie”.

 

 

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