Alessandro D’Alatri (Sceneggiatore e Regista): “Attraverso la Bellezza Ricostruiamo un approccio sensibile con il Cinema”

Nell’ambito del Think Tank Remind “La Bellezza Salverà il Mondo – Natale di Roma” è intervenuto Alessandro D’Alatri, regista e sceneggiato, che ha così affermato:

“Beh intanto c’è da dire che questo anno, quasi anno e mezzo ormai di disastro pandemico, è stato problematico per tutto il mondo dello spettacolo come anche per il mondo delle persone normali diciamo: viviamo tutti la stessa condizione. I cinema sono chiusi, i teatri sono chiusi, quello che hanno reso possibile ancora per qualcuno, fortunatamente per me è stato così, a lavorare è stata la televisione. La nuova sostituzione purtroppo del cinema è la piattaforma. È quello che possiamo vedere noi con i computer, tutto quello chiaramente che non passa più per la sala, e quindi la socializzazione dello spettacolo. E questo già è un problema, una cosa brutta, perché siamo tutti abituati e cresciuti con questo modo.

D’altra parte però è anche vero che queste sono le nuove offerte che vengono fatte di spettacolo, e quindi secondo me è anche stimolante cercare di pensare a un nuovo modo. La curiosità, il dubbio adesso è se riusciremo a ritornare ai valori pre-covid, pre-pandemia. Adesso sento che il 26 aprile si potrà ricominciare a fare spettacolo all’aperto, le arene, e quindi ci riavvicineremo a una normalità, però è anche vero che bisogna vedere se siamo pronti, se saremo pronti, a ricostruire quell’approccio con il cinema che abbiamo sempre avuto.

Il cinema è stata la mia vita, io l’ho scoperto da bambino nella parrocchia dell’oratorio, sto parlando di un’epoca in cui neanche le televisioni stavano in casa, le vedevamo dalla vicina o al bar con la famiglia. Il cinema è stato quella finestra sul mondo, quella finestra meravigliosa sulla fantasia, è stato quel momento di grande evasione ma anche di grande crescita nel vedere i capolavori che venivano da tutto il mondo. I miei giochi da bambino sono stati influenzati dal cinema, i western, i film storici, la commedia, tutta la storia del cinema italiano che è una storia meravigliosa, a cominciare dal neorealismo per arrivare fino poi alla commedia e al cinema autoriale contemporaneo.

Allora diciamo che il cinema è uno strumento straordinario polivalente, nel senso che poi non esiste un cinema, ma il cinema con le sue varie sfaccettature, perchè c’è il cinema commerciale che ha la sua ragione di esistere, come esiste un cinema d’artista che ha un’altra ragione, oppure c’è anche quel cinema che io preferisco che fa le due cose insieme, che riesce a combinare il gusto per l’intrattenimento ma pieno di contenuto.

La bellezza salverà il mondo è una bellissima frase di Dostoevskij. La domanda vera che oggi mi sto ponendo è questa: chi salverà la bellezza? All’epoca di Dostoevskij c’era un concetto di bellezza, ma oggi detto forse in modo un po’ semplicistico, abbiamo perso il concetto di questa bellezza. Viviamo una società in cui tutto è diventato liquido, tutto è possibile, tutto è reale, tutto è falso, tutto è vero. Quella sottile membrana tra menzogna e realtà in qualche modo è andata completamente a scomparire; oggi tutto è diventato reale e irreale allo stesso tempo. Sempre Dostoevskij diceva che chiunque voglia sinceramente la verità è sempre spaventosamente forte, e questa mi sembra una ricerca importante, quella della ricerca della verità. Se noi oggi vogliamo ricostruire un rapporto veritiero con i grandi temi della vita dobbiamo interrogarci su questo e in particolare su come il senso di fratellanza è venuto a mancare negli ultimi tempi.

Il senso di fraternità è una delle tre grandi parole chiave di quella rivoluzione che ha modificato l’assetto dell’Europa e forse di tutto l’Occidente. La rivoluzione francese ci ha consegnato una libertà, un’uguaglianza che un po’ soffre di una reale libertà e in qualche modo una fratellanza che non può essere imposta per legge. La fratellanza deve scaturire necessariamente dalle nostre coscienze ed è lì che andiamo a riconfrontarci con il tema della bellezza. Secondo me sono le nostre coscienze che devono essere in qualche modo preparate e ricostruite per riconoscere la bellezza.

Quindi questo momento, per vedere il bicchiere mezzo pieno, rappresenta un momento di grande lavoro per tutti gli uomini di buona volontà. La società dovrà ricostruirsi per una più rapida rinascita, e questa potrebbe essere l’occasione per riscrivere una nuova pagina della nostra storia, della nostra civiltà, che è nuova perchè è globale. Siamo diventati un’unica coscienza collettiva, e su questo secondo me ci sono i presupposti per stabilire quel patto di fratellanza non soltanto tra esseri umani, ma anche con la natura, con gli animali, con tutto ciò che ci circonda, con l’universo, con il cosmo. Ristabilire un equilibrio che va ridisegnato completamente. Il cinema ha una grande occasione, come tutta l’arte, per farsi protagonista e interprete di questo nuovo percorso”.

Alessandro D’Alatri (Sceneggiatore e Regista)
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