Maria Antonella Ferri (Preside Universitas Mercatorum Roma): “Turismo è Cultura, Strategie per un umanesimo digitale’”

Nell’ambito del Think Tank Remind “La Bellezza Salverà il Mondo – Natale di Roma” è intervenuta Maria Carmela Ferri, Preside Universitas Mercatorum Roma, che ha così affermato:

“La cultura ha la natura di bene pubblico, ma non in senso teorico o virtuale. La cultura è parte integrante dell’economia del nostro paese. La cultura può essere un acceleratore di crescita e un fattore di sviluppo, uno dei motori trainanti dell’economia italiana, una determinante che valorizza la qualità e la competitività del made in Italy.

Esiste una stretta relazione tra turismo e cultura e questo comprende il paesaggio litoraneo, montano e collinare, l’enogastronomia. Il turismo è parte integrante, anche in termini di valore prodotto, delle filiere culturali e di quella parte dell’economia che beneficia di cultura e creatività.

Tuttavia, la recente crisi pandemica ha fatto registrare i seguenti dati (Istat aprile 2021): I viaggi dei residenti in Italia nel 2020 toccano il loro minimo storico: sono 37 milioni e 527 mila (231 milioni e 197 mila pernottamenti), con una drastica flessione rispetto al 2019 che riguarda le vacanze (-44,8%) e ancora di più i viaggi di lavoro (-67,9%).Tra le vacanze di piacere e svago, la quota di quelle che includono almeno una visita a una città perde 13 punti (32,2%; era il 45,2% nel 2019), subendo più delle altre, quindi, i colpi della pandemia. Le restrizioni alle attività praticabili durante le vacanze causano la forte contrazione dei flussi vacanzieri finalizzati a visite al patrimonio culturale, alla partecipazione ad eventi e spettacoli, al turismo enogastronomico. Questo tipo di vacanze, in cui l’attività culturale è la motivazione principale, erano già in calo lo scorso anno e nel 2020 diminuisce ancora di più: la loro quota scende dal 16,9% del 2019 al 7% del 2020.

A fronte di tale scenario le principali strategia di ripresa per il sistema turistico italiano, ed in particolare per quello culturale, sono: agire sul fronte della domanda; potenziare le aree interne; investire nella formazione.

Le caratteristiche della “nuova” domanda turistica è influenzata da trend sociologici, fattori ambientali e cambiamenti tecnologici. Il modello di offerta turistica è cambiato: si basa su un concetto di “turismo senza fine” che, grazie all’integrazione tra identità territoriali e tecnologia digitale, coniuga soggiorni e esperienze ricreative e culturali acquisendo prodotti e servizi tipici (pre-post visita). Lo smartworging ha reso possibile ambienti turistici che si integrano con le attività lavorative.

L’altra sfida è la valorizzazione delle identità locali e dunque lo spostamento del viaggiare dalle aree metropolitane alle aree interne, potenziando un domanda turistica “artigianale”, meno massificata. Un approccio al viaggiare più “culturale” basato su località vicine (borghi, aree rurali, cittadine), alla ricerca anche di scambi attraverso ecomusei e cooperative di comunità.

Alla luce di tutto ciò è fondamentale la presenza di capitale umano qualificato.  La formazione riveste un ruolo trainante; la conoscenza è un fattore produttivo primario in un capitalismo sempre più culturale. La fase pandemica che il mondo sta vivendo se da un lato si accompagna ad una rivoluzione digitale in tutti i processi produttivi e creativi, dall’altra recupera i valori della società della conoscenza, alla base della democratizzazione dei saperi”.

Maria Antonella Ferri, (Preside Universitas Mercatorum Roma)
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