Maurizio Savoncelli: “Rimarginare le ferite inferte dal Covid-19”

Per rimarginare le ferite inferte al Paese (e al mondo intero) dal Covid-19, è necessario agire con determinazione, in parallelo e senza alcun compromesso lungo due direttrici, quella sanitaria e quella economica: “Il 2021 deve essere l’anno della sconfitta del virus e il primo della ripresa”, ha detto il Capo dello Stato Sergio Mattarella, nel discorso di fine anno.

Tutela della salute

La rapida successione di eventi di straordinaria importanza quale l’autorizzazione del vaccino Pfizer-BioNtech lo scorso 21 dicembre, il V-Day in tutta Europa il 27 dicembre, il via libera dell’Ema al vaccino Moderna nel giorno dell’Epifania legittimano un sentimento di speranza collettivo e, soprattutto, forniscono elementi per definire entro la fine di febbraio una tempistica degli interventi funzionali a proteggere le persone più fragili, interrompere le catene del contagio e agire sulle “sorgenti”, con l’obiettivo di uscire dalla fase pandemica entro i prossimi sei mesi, a patto di non abbassare la guardia rispetto a comportamenti corretti in termini di distanziamento, igiene e utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.

Rilancio economico

Alla tutela della salute deve affiancarsi il rilancio economico, da perseguire attraverso un utilizzo dei fondi del Recovery Fund ispirato ad una visione green di lungo periodo, che pone al centro lo sviluppo sostenibile e la trasformazione digitale; quattro le principali aree di intervento: la mobilità a ridotte emissioni inquinanti, l’economia del riciclo, l’edilizia “ecologica” e la salvaguardia del territorio. Le ultime due chiamano direttamente in causa l’operato della categoria dei geometri e, più in generale, delle professioni tecniche, impegnate a fornire il proprio contributo (metodologico e operativo) per rendere massimamente efficace l’attivazione del Superbonus 110%, introdotto dal Governo con il decreto “Rilancio” per incentivare la riqualificazione del patrimonio immobiliare, “reo” di generare più di un terzo dei consumi energetici del Paese, essendo stato in buona parte costruito prima dell’entrata in vigore delle norme sull’efficienza energetica. Una misura capace di generare un giro di affari di 42 miliardi di euro e quindi un forte impatto sul Pil, e di configurarsi – se resa adeguatamente strutturale – come l’abbrivio per un piano di tutela del suolo, mitigazione ambientale e contrasto al dissesto idrogeologico invocato da lungo tempo e da più parti, in primis dai professionisti del territorio: geometri, ingegneri, architetti, geologi.

Un duplice percorso con tre elementi di rinforzo

Lungo questo duplice percorso, non devono mai mancare preziosi elementi di rinforzo. Il primo è l’entusiasmo: se – come insegna la storia – ogni crisi reca con sé la possibilità di rinascere, è a questa risorsa interiore che dobbiamo ricorrere, trasformandola in “voglia di fare” e mettendola al servizio di progetti di rinascita collettiva, siano essi di natura economica, sociale o culturale. Il secondo è una politica di autentica inclusione (e permanenza) delle donne e dei giovani nel mondo del lavoro: destinare una parte consistente delle risorse previste dal Next Generation Eu per interventi in favore di queste categorie – le più colpite dalla crisi – è fondamentale, sia in termini di rilancio economico che di coesione sociale. Il terzo è la collaborazione tra tutti i soggetti chiamati a fornire il proprio contributo alla ripresa, un modus operandi che noi professionisti di area tecnica decliniamo nell’ approccio interdisciplinare, che per sua natura richiede contiguità e interazione tra profili di diversa provenienza. Un paradigma che investe nelle relazioni umane e nell’apporto di valore che ciascuno può dare al lavoro degli altri: per rilanciare il Paese c’è bisogno di pluralità.

 

Articolo di Maurizio Savoncelli (Presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati)

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