Paolo Borrometi: “La libertà di parola e di pensiero è come l’aria, non deve mai venire a mancare”

“Voglio dedicare questo premio e quest’emozione ad Antonio Megalizzi, una delle vittime del drammatico attentato dell’11 dicembre 2018, nonché, uno degli esempi più luminosi del buon giornalismo. Sono vicedirettore dell’Agi e ho la responsabilità ogni giorno di essere informazione primaria. Per tanti anni ho cercato di realizzare inchieste giornalistiche che potessero portare un contributo a quello ci accade intorno quotidianamente. Ricordiamo, a questo riguardo, ciò che afferma quello che, a mio parere, è uno dei più bei articoli della Costituzione, l’articolo 21, che esprime non solo il diritto del giornalista a informare, ma soprattutto quello del cittadino a essere informato. Ebbene, in relazione a ciò, nonostante io stesso abbia perso un pizzico della mia libertà fisica, posso dire con soddisfazione di aver contribuito a tutelare questa libertà fondamentale, quella di parola, di pensiero, quella di fare il proprio dovere. In questo Paese siamo sempre alla ricerca di eroi, quando la migliore pratica è svolgere semplicemente il proprio dovere, con piccoli atti di eroismo quotidiano. Il negazionismo attuale è inoltre la testimonianza della necessità di un’informazione corretta, che possa aprire gli occhi, anche e soprattutto in una drammatica emergenza come quella che stiamo vivendo. Il buon giornalismo deve indagare, svelare, affinché la libertà, che è come l’aria, non venga mai a mancare. È ciò che facciamo, nel nostro quotidiano, insieme ai colleghi dell’Agi e in generale con i colleghi dell’informazione italiana, per tentare di illuminare anche e soprattutto le realtà più difficili del nostro Paese, quali per esempio le periferie”.

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