Leo Civelli: “Per un’Evoluzione del Mercato Immobiliare Internazionale Attenta”

“Ringrazio tutti per il riconoscimento. Dunque io ho iniziato nei servizi immobiliari nel 1984, e dopo un po’ di anni ho fatto parte di un comitato di studio, con un professore dell’Università di Saint Louis, dove la questione principale era quanto la valutazione fosse arte e quanto fosse scienza. Ecco, la mia domanda ora è: come si è evoluto poi il settore della valutazione? A metà degli anni ’90 è entrata pesantemente nel mercato italiano la finanza, e poi verso il 2010 è entrata la tecnologia. Ecco quante cose sono passate in questi anni per arrivare poi negli ultimi anni ai big data; però nella valutazione bisogna sempre considerare quant’è la parte soggettiva che rimane. Ora la maggior parte delle valutazioni vengono fatte tutte tramite big data e la cosa poi dipende dalle finalità. Io ho partecipato in modo consistente all’evoluzione del mercato immobiliare, dei servizi appunto del mercato immobiliare, e la domanda era venuta proprio perché alla metà degli anni’90, con l’affaccio sul mercato italiano degli investitori stranieri, si era sentita la necessità di avere un unico referente per un investitore quando veniva in Italia, per poter dare dei servizi globali, senza dover andare da cinquanta diversi tecnici per potere valutare, analizzare un immobile fino alla transazione. Quando nel ’94 ho iniziato con REAG, abbiamo cominciato a sviluppare tutti i servizi che erano necessari al mercato, dai servizi catastali ai servizi tecnici, per arrivare poi agli inizi degli anni 2000 pesantemente con la parte ambientale. Questo appunto ci ha portato poi ad essere, senza troppa arroganza, i leader del mercato in Italia dove eravamo arrivati ad avere numeri davvero notevoli, tantissime persone, moltissimi dipendenti, e questo mi è stato anche possibile perchè nel 1992 ho iniziato a insegnare al Politecnico di Torino ‘Consulenza allo sviluppo dell’evoluzione della valorizzazione immobiliare’. In questo master ho conosciuto e formato tantissime persone che poi si sono inserite nel mercato e sono andate tutte a ricoprire posizioni apicali di società di consulenza immobiliare. Questa è stata una grossa soddisfazione per me. Da qui poi abbiamo portato tutti i servizi immobiliari in Europa, avendo la presenza fino al 2008/2009 in dieci Paesi, e fino a quando la REAG è stata acquistata da un’altra società americana, e quindi poi piano piano ha cambiato abbastanza tutto.

Ora invece veniamo un po’ all’evoluzione che avrà il mercato dell’immobiliare soprattutto da parte degli investitori istituzionali. Dobbiamo stare molto attenti, perché abbiamo avuto anche alcuni successi durante la pandemia per alcune transazioni immobiliari di grandi dimensioni, però in questi ultimi mesi, partendo da settembre, abbiamo un problema notevole nel mercato degli investitori stranieri che stanno tutti lasciando l’Italia come ultima risorsa per i loro investimenti. Questo perché con l’evoluzione della pandemia che si sta prolungando, secondo me, l’analisi che fanno è che ci saranno delle opportunità anche negli altri Paesi, in Francia e in Germania in primis, con la diminuzione che già si riscontra notevolmente in Germania dei valori degli immobili, e quindi l’Italia, che tra le tre nazioni è quella che ha l’economia più fragile, avrà senz’altro dei problemi almeno per un paio d’anni. Abbiamo però alcuni settori, come quelli della logistica, che pur essendo attaccati dai fondi speculativi stranieri, riusciranno a fare e ad ottenere anche lì perché poi dal 2022-2023 si dovrebbe ritornare nel turismo a delle presenze abbastanza consistenti sul nostro mercato. Quindi, concludo dicendo che ci auguriamo tutti di poter affrontare la ripresa con grosse soddisfazioni”.

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