Marino Longoni: “L’informazione digitale e il declino della carta stampata”

“La carta stampata e l’informazione professionale sarà sostituita dai social network e dall’informazione condivisa, così come Wikipedia ha reso obsolete le enciclopedie?  Agli inizi della rivoluzione di internet, furono in molti a profetizzare che i giornali sarebbero scomparsi nel giro di pochi anni. Ora ci si è resi conto che la diffusione di notizie, immagini, idee, parole, in tempi più rapidi e con costi vicini allo zero, ha generato una overdose informativa, una marmellata multimediale dove per distinguersi è necessario urlare sempre di più, un po’ come negli affollati mercati di paese dove i venditori si sgolavano e facevano i buffoni pur di attirare l’attenzione della gente. Di fatto l’informazione on line tende ad essere urlata, unilaterale, aggressiva, emozionale, irridente, esasperata, veloce, irriflessiva, superficiale, banale, distorta. Le fake news vengono premiate, nel senso che ottengono più attenzione e quindi più pubblicità, rispetto all’informazione corretta. Non è un caso se il numero delle fake news che circola in rete è ormai superiore al numero delle notizie corrette.

L’eccesso di informazioni, secondo alcuni, ha trasformato la pandemia in una infodemia, cioè in un fenomeno dagli effetti sociali e psicologici ben più gravi di quelli che avrebbe prodotto il coronavirus senza il moltiplicarsi e accavallarsi continuo di stimoli spesso parziali o unilaterali, dall’effetto ansiogeno.

Ma un sistema mediatico fuori controllo non può che portare allo sbandamento dell’azione politica. L’informazione spazzatura produce una politica attenta solo alla forma e indifferente alle conseguenze a medio e lungo termine della propria azione, preoccupata soprattutto della crescita di like e followers. Una politica costretta a seguire il consenso dei social, istante per istante.

L’informazione è sempre stata una cinghia di trasmissione tra chi governa e chi è governato, ma anche un cane da guardia nei confronti del potere politico. Ha contributo a creare l’opinione pubblica e a tenere sotto controllo l’azione di governo. Ora il tutto gratis di internet e la replicabilità dei contenuti all’infinito sta uccidendo la possibilità di fare informazione  in modo professionale e sta esaltando l’informazione veicolata dai social network. La pandemia da Coronavirus è un test su scala mondiale sugli effetti concreti di questi nuovi meccanismi di informazione ed il primo dato, sotto gli occhi di tutti, è la crescita dell’info-spazzatura, dell’ansia, dell’irrazionalità”.

 

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